La Psicomotricità Funzionale è un approccio che mette al centro il corpo del bambino come strumento principale di crescita.
Non si tratta solo di movimento, ma di come il bambino utilizza il proprio corpo per conoscere il mondo, organizzarsi, entrare in relazione e costruire competenze sempre più complesse.
Sempre più famiglie si avvicinano a questo tipo di proposta perché risponde in modo concreto a bisogni molto diversi tra loro.
Cosa significa “funzionale”
Quando parliamo di psicomotricità funzionale, ci riferiamo a un lavoro che aiuta il bambino a sviluppare funzioni fondamentali: equilibrio, coordinazione, organizzazione dello spazio, regolazione del tono corporeo, capacità di pianificare un’azione.
Sono competenze che stanno alla base di tutto. Prima ancora di parlare bene, scrivere, stare seduti a scuola o gestire le emozioni, il bambino ha bisogno di sentirsi stabile nel proprio corpo.
Perché è utile nello sviluppo
La psicomotricità funzionale può essere proposta in diversi momenti della crescita, anche molto diversi tra loro.
Nei bambini piccoli sostiene lo sviluppo motorio e la scoperta del corpo. Aiuta a sperimentare movimenti, a prendere sicurezza e a costruire le prime autonomie.
Nei bambini della scuola dell’infanzia accompagna l’organizzazione dello spazio e del gesto. Qui iniziano a vedersi collegamenti con il linguaggio, con l’attenzione e con la capacità di stare nel gruppo.
Nella scuola primaria diventa un supporto importante anche per gli apprendimenti. Un corpo più organizzato facilita la concentrazione, la scrittura, la gestione del tempo e delle richieste scolastiche.
In alcuni casi è utile quando emergono difficoltà più specifiche: bambini goffi, poco coordinati, che faticano a stare seduti, che si distraggono facilmente o che sembrano sempre “in movimento”.
Non è necessario aspettare una diagnosi per iniziare, anzi spesso un lavoro precoce aiuta a prevenire fatiche più strutturate.
Corpo, emozioni e relazione
Un aspetto spesso sottovalutato è il legame tra corpo ed emozioni. Il bambino non separa mai queste due dimensioni.
Attraverso il movimento può scaricare tensioni, trovare un ritmo, sentirsi più sicuro. Questo ha un impatto diretto anche sul comportamento e sulla relazione con gli altri.
In uno spazio strutturato, con materiali semplici come tappeti, oggetti morbidi, palline e libri, il bambino sperimenta, prova, si mette alla prova. E in questo processo costruisce fiducia.
Quando proporla
Non serve aspettare che “ci sia qualcosa che non va”. La psicomotricità Funzionale è utile anche come proposta preventiva ed educativa.
Può essere un’opportunità per accompagnare la crescita in modo armonico, soprattutto in un periodo in cui i bambini si muovono meno, passano più tempo seduti e fanno meno esperienze corporee libere.
Ogni percorso nasce da lì: dall’osservazione e dall’ascolto.
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