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  • Un incontro di orientamento per la crescita dei vostri figli

    Un incontro di orientamento per la crescita dei vostri figli

    Ci sono momenti in cui un genitore sente che qualcosa sta diventando faticoso e non si sente all’altezza.

    Del resto tutti dicono che fare il genitore è il lavoro più difficile del mondo! lo spontaneismo pedagogico spesso peggiora il problema.
    Magari un comportamento che si ripete e non si riesce a comprendere fino in fondo, una fatica nella gestione quotidiana. A volte è solo una lieve preoccupazione che, se non condivisa, rischia di restare e crescere col tempo.
    In questi casi fermarsi a parlarne con qualcuno può fare davvero la differenza.
    Per tutto il 2026, grazie al progetto Armonie Familiari, presso DimandaCOW è possibile richiedere un primo colloquio gratuito con una psicologa psicoterapeuta specializzata in età evolutiva, uno spazio pensato per aiutare i genitori a mettere a fuoco ciò che sta succedendo e orientarsi con maggiore chiarezza.
    Questo incontro serve per capire se è sufficiente uno sguardo diverso, qualche chiave di lettura in più, oppure se c’è bisogno di approfondire.

    È uno spazio di ascolto, di orientamento, di comprensione per potersi fermare e dare ordine ai pensieri.


    Spesso basta questo per rimettere in ordine i pezzi del puzzle, altre volte invece questo è il primo passo di un percorso più strutturato, che verrà costruito insieme, solo se e quando necessario.
    Se senti che qualcosa ti affatica, anche senza sapere bene cosa, puoi prenderti questo momento.
    Scrivici ad info@dimandacow.com per avere maggiori informazioni o per prenotare il tuo colloquio gratuito.

  • Come proteggere proprio figlio dal pericolo

    Come proteggere proprio figlio dal pericolo

    Quando una mamma si chiede come proteggere il proprio bambino senza trasmettergli paura del mondo, sta toccando un aspetto molto profondo dello sviluppo: il modo in cui il cervello costruisce il senso di sicurezza.

    Nei primi anni di vita il sistema nervoso non è ancora maturo.

    Le aree che rilevano il pericolo, come l’amigdala, si attivano molto rapidamente, mentre quelle che aiutano a regolare le emozioni maturano più lentamente. Questo significa che il bambino può provare paura intensa senza avere ancora gli strumenti per comprenderla e gestirla.

    È proprio qui che la relazione con l’adulto diventa fondamentale. Gli studi sull’attaccamento, a partire da John Bowlby, mostrano che il bambino sviluppa sicurezza quando può contare su una presenza stabile, prevedibile e capace di accoglierlo. Questa esperienza costruisce una base interna da cui poi può esplorare il mondo.

    Dal punto di vista neurofisiologico, il sistema nervoso del bambino si regola attraverso quello dell’adulto.

    La teoria polivagale di Stephen Porges evidenzia come il bambino percepisca sicurezza o pericolo non solo da ciò che accade, ma dallo stato dell’adulto che ha accanto. Un adulto calmo e presente comunica al sistema nervoso del bambino che la situazione è gestibile.

    Per questo motivo, quando si parla di pericoli, non è necessario trasmettere un’immagine allarmante del mondo. Il cervello del bambino non ha bisogno di accumulare informazioni minacciose per imparare a proteggersi. Ha bisogno, piuttosto, di fare esperienze in cui il limite viene riconosciuto e accompagnato.

    Dire “questa cosa è pericolosa, ti aiuto io” offre al bambino due elementi fondamentali: il riconoscimento del rischio e la presenza di un adulto che lo sostiene. In questo modo il pericolo non diventa qualcosa di travolgente, ma qualcosa che può essere compreso.

    Quando invece il messaggio implicito diventa “il mondo è pericoloso”, il sistema nervoso può entrare in uno stato di allerta più costante. Questo rende più difficile distinguere tra situazioni realmente rischiose e situazioni semplicemente nuove.

    Cari genitori, se c’è qualcosa che vi fa molta paura, magari legato ad una vostra esperienza traumatica, piuttosto accettate la cosa e fate gestire quella determinata situazione all’altro genitore.

    La sicurezza non nasce quindi dall’assenza di pericoli, ma dalla qualità delle esperienze che il bambino vive insieme agli adulti. È attraverso queste esperienze che impara, nel tempo, a riconoscere i segnali, a fidarsi e a regolarsi.

    È proprio su questo tipo di sguardo che si basa il lavoro dei professionisti che operano all’interno degli spazi Dimanda Cow: non protocolli standard, ma una lettura attenta del bambino e della relazione, per accompagnarlo a costruire una sicurezza autentica e duratura.

  • Come nasce Dimanda e il progetto Dimanda COW

    Come nasce Dimanda e il progetto Dimanda COW

    DimandaCOW nasce da un’intuizione semplice ma potente:

    creare uno spazio in cui professionisti diversi possano lavorare insieme, non come singoli studi isolati, ma come una rete viva, capace di ascoltare davvero i bisogni delle famiglie.

    Fin dall’inizio, l’idea non è mai stata quella di costruire un centro medico tradizionale. Dimanda non ha una direzione sanitaria e non si definisce come struttura sanitaria in senso classico. È piuttosto un’equipe di liberi professionisti che scelgono di lavorare in modo condiviso, mantenendo la propria autonomia ma costruendo un pensiero comune.

    Al centro c’è il lavoro di rete: confronto costante, intervisioni, momenti di formazione reciproca, scambio continuo tra competenze diverse. Questo permette di offrire alle famiglie uno sguardo più ampio, integrato, realmente centrato sulla persona.

    Un passaggio fondamentale nella crescita di Dimanda è stato l’incontro con la realtà della multifactory “Infatti9” di Biassono, uno spazio orientato all’innovazione sociale, alla ricerca e ai modelli di economia collaborativa. Qui Dimanda ha trovato non solo una sede, ma un contesto culturale affine, capace di accogliere e nutrire il progetto.

    All’interno di questo ecosistema è nata la collaborazione con Osun Wes, realtà che lavora su modelli organizzativi orizzontali, basati sulla condivisione, sulla responsabilità e leadership diffusa e su una gestione non gerarchica.

    Dall’incontro tra queste due esperienze è nato il progetto Dimanda COW

    Dimanda porta la propria esperienza concreta: la capacità di creare una rete efficace tra professionisti, mantenendo un equilibrio tra autonomia individuale e lavoro condiviso. Osun Wes porta una riflessione sui modelli organizzativi, offrendo strumenti per strutturare sistemi orizzontali replicabili.

    Dimanda Cow nasce proprio da qui: dal desiderio di capire quali sono le condizioni che rendono possibile questo tipo di funzionamento e, soprattutto, come renderlo replicabile anche in altri territori.

    Non si tratta semplicemente di aprire nuove sedi, ma di trasferire un modello. Un modello fatto di relazioni, fiducia, formazione continua e confronto tra pari. Un modello in cui i professionisti non lavorano uno accanto all’altro, ma insieme.

    L’obiettivo è permettere la nascita di nuove realtà DimandaCOW anche lontane dalla sede originaria, mantenendo però la stessa identità e lo stesso modo di lavorare.

    In questa prospettiva, Dimanda Cow rappresenta il primo passo verso un’idea più ampia: costruire una rete diffusa di spazi professionali autonomi, connessi tra loro da valori condivisi e da un metodo di lavoro comune.

    Una rete capace di crescere senza perdere la propria essenza.